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Bolognavoglia
10.05.2026 |
2.314 |
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"Marco, sotto di lui, divorava il culo di Giovanni: lingua che girava intorno all’ano peloso, spingendo dentro, leccando con voracità mentre le sue mani aprivano le natiche morbide..."
Sulla lussuosa nave da crociera che solcava il Mediterraneo, Giovanni e Marco si incontrarono per caso una sera al bar del ponte superiore. Entrambi avevano superato i 65 anni: Giovanni, vedovo da cinque anni, era un ex insegnante con il corpo ancora robusto, pancia morbida e peli grigi sul petto che spuntavano dalla camicia sbottonata. Marco, pensionato ingegnere, era più snello, con capelli bianchi corti e un sorriso malizioso che non aveva perso il suo fascino.Parlarono per ore di vite passate, matrimoni finiti, figli lontani. L’alcol e il dondolio del mare sciolsero le inibizioni. Marco posò una mano sul ginocchio di Giovanni. «Sai, non ho mai pensato che a quest’età avrei ancora voglia di certe cose… ma guardandoti, ce l’ho eccome.»
Quella notte stessa, nella cabina di Giovanni, le cose precipitarono.
Marco chiuse la porta e spinse Giovanni contro il muro con una forza sorprendente per la sua età. Si baciarono con urgenza, lingue che si intrecciavano, barbe grigie che si sfregavano. Le mani di Marco scesero sulla cintura dell’altro, aprendo i pantaloni con dita tremanti di eccitazione. Il cazzo di Giovanni, già mezzo duro e spesso, saltò fuori. Marco si inginocchiò senza esitare.
«Cazzo, quanto è bello…» mormorò prima di prenderlo in bocca. Succhiò con avidità, la lingua che lambiva il glande gonfio, scendendo lungo l’asta venosa fino alle palle pesanti e pelose. Giovanni gemette, afferrandogli la testa, spingendo piano mentre Marco lo prendeva fino in gola, sbavando, facendo rumori osceni e libidinosi. Saliva colava sul mento di Marco, che non smetteva di gemere di piacere mentre lo pompava con la bocca, alternando succhiate profonde e leccate lente sul frenulo.
«Voglio assaggiarti anch’io» ansimò Giovanni dopo qualche minuto. Si spogliarono completamente. I due corpi maturi, con le loro pieghe, peli bianchi e pelle un po’ rilassata, si sdraiarono sul letto king size. Giovanni si mise sopra Marco in 69. Il cazzo di Marco era più lungo ma sottile, con una cappella lucida già bagnata di pre-eiaculato. Giovanni lo ingoiò con fame, succhiando forte mentre leccava le palle rugose. Marco, sotto di lui, divorava il culo di Giovanni: lingua che girava intorno all’ano peloso, spingendo dentro, leccando con voracità mentre le sue mani aprivano le natiche morbide.
Il desiderio diventò incontenibile. Marco si voltò, si mise a quattro zampe sul letto, il culo offerto, le palle penzolanti. «Scopami, Giovanni… voglio sentirti dentro.»
Giovanni prese il lubrificante dal comodino (lo aveva comprato sperando in qualcosa del genere) e ne versò generosamente. Strofinò il cazzo contro l’apertura di Marco, poi spinse. Il glande entrò lentamente, allargando l’ano stretto nonostante l’età. Marco gemette forte, un misto di dolore e piacere: «Sì… tutto… dammelo tutto.»
Giovanni affondò fino alle palle, il cazzo grosso che riempiva completamente il culo caldo e pulsante di Marco. Cominciò a spingere, prima piano, poi sempre più forte, con colpi profondi e ritmici. Il suono delle palle che sbattevano contro le natiche di Marco riempiva la cabina insieme ai loro ansiti. Giovanni afferrò i fianchi dell’amante, scopandolo con passione animalesca, sudando, ansimando «Sei così stretto… cazzo, mi fai impazzire.»
Marco si toccava il cazzo mentre veniva preso, masturbandosi furiosamente. «Più forte… sfondami!»
Giovanni accelerò, pompando con forza, il sudore che colava sui loro corpi maturi. Marco venne per primo, schizzando getti densi sulle lenzuola, l’ano che si contraeva spasmodicamente intorno al cazzo di Giovanni. Pochi secondi dopo anche Giovanni esplose, riempiendo il culo di Marco con fiotti caldi e abbondanti, spingendo fino in fondo mentre veniva con un grugnito profondo.
Crollarono uno accanto all’altro, respiri affannati, corpi appiccicosi. Si baciarono di nuovo, più teneramente questa volta.
«Questa crociera è appena iniziata» sussurrò Marco con un sorriso sornione. «Abbiamo ancora sei notti… e tante cabine da provare.»
Giovanni rise, accarezzandogli il petto peloso. «E io ho intenzione di usare ogni minuto.»
La nave continuava a navigare sotto le stelle, mentre i due uomini, finalmente liberi, si abbandonavano al desiderio che non aveva età.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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